Ciao … Ho bisogno di chiederti un piacere.

A cura di Antonio Rocca, AIMC Sezione di Verona

Dopo la stesura e la pubblicazione del documento INSIEME PER RIPENSARE, CONDIVIDERE E RINNOVARE L’AIMC, di cui sono uno dei firmatari, ho chiesto ad alcuni/e colleghi/e della provincia di Verona di leggerlo e di inviarmi le loro considerazioni.

Ciao …
Ho bisogno di chiederti un piacere.
In vista del XXI Congresso Aimc, che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio 2018, con un gruppo di responsabili associativi abbiamo preparato un documento per contribuire alla preparazione del dibattito congressuale.
Avremmo bisogno di un riscontro da parte di colleghi/e che sono quotidianamente in aula.
Ti chiedo, pertanto, di leggere il documento e di inviarmi le tue considerazioni.
Per facilitare il lavoro, ti indico alcune piste possibili per la riflessione ma sentiti molto libero/a nell’esprimerti, anzi, ti chiedo di essere, eventualmente, anche critico/a: la dialettica, in questo momento, ci aiuta.

– Quali sensazioni, quali pensieri, quali riflessioni durante/al termine della lettura?
– Ti pare che nel documento emergano le problematiche e i bisogni che vivono gli insegnanti quotidianamente? quali sono superflui o mancano che secondo te sarebbe importante tener presente?
– L’idea di professione docente che è proposta nel documento, ti pare adeguata al tempo attuale? quali caratteri ti sembrano superati o mancano?
– Quale ruolo e quali compiti può avere oggi un’associazione professionale di docenti? E’ un’idea superata o ancora possibile? Quali caratteri dovrebbe avere?

Ti ringrazio per quanto potrai fare.
Ti auguro un buon lavoro con gli alunni e con i colleghi.
A presto.
Antonio

Riporto, di seguito, quanto ricevuto.

Quali sensazioni, quali pensieri, quali riflessioni durante/al termine della lettura?
Forte è la sensazione da ultima spiaggia, capolinea… ci sta, ma comunica, insieme al desiderio di rinvigorire l’Associazione, un vissuto di stanchezza, logoramento… meglio laddove si sottolinea l’anelito di trasformazione per meglio rispondere….
Ti pare che nel documento emergano le problematiche e i bisogni che vivono gli insegnanti quotidianamente?
Emergono tutti.
Quali sono superflui o mancano che secondo te sarebbe importante tener presente?
A mio avviso gli insegnanti hanno bisogno di qualcuno che in modo VISIBILE si prenda autenticamente cura di loro, so che ci sono le OO.SS, ma pochi si fidano… la gratuità e la dimensione etica possono fare la differenza per trasmettere affidabilità… Poche sono le voci credibili che parlano della Scuola, l’AIMC ha le carte in regola per farlo, ma deve comparire!
L’idea di professione docente che è proposta nel documento, ti pare adeguata al tempo attuale? quali caratteri ti sembrano superati o mancano?
Benissimo tutto…ma una seria politica sull’aggiornamento, sulla formazione continua e permanente, che abbia reali ricadute? Un aggiornamento che sia dimostrabile e verificabile, riconosciuto e valorizzato, attraverso l’introduzione di crediti e misure di avanzamento… L’AIMC, da sola, magari non può farlo, ma unendosi alle Università…sai che forza! Forse parlo, o meglio scrivo, a vanvera….
Quale ruolo e quali compiti può avere oggi un’associazione professionale di docenti? E’ un’idea superata o ancora possibile? Quali caratteri dovrebbe avere?
La risposta è difficilissima… vedo cosa fanno altre associazioni: presenza ai massimi livelli, con monitoraggio e presa di… qualche evento a forte capacità attrattiva in territori strategici facilmente raggiungibili… la vedo dura puntare ancora sulle sezioni….
BARBARA

Quali sensazioni, quali pensieri, quali riflessioni durante/al termine della lettura?
La prima lettura non approfondita ha fatto pensare che si parla poco di scuola e si sente più il bisogno di ricreare l’associazione.
Ti pare che nel documento emergano le problematiche e i bisogni che vivono gli insegnanti quotidianamente?
No
Quali sono superflui o mancano che secondo te sarebbe importante tener presente?
…..
L’idea di professione docente che è proposta nel documento, ti pare adeguata al tempo attuale? quali caratteri ti sembrano superati o mancano?
E’ un documento sbilanciato, giustamente, verso la caratteristica associazionistica.
Quale ruolo e quali compiti può avere oggi un’associazione professionale di docenti? E’ un’idea superata o ancora possibile? Quali caratteri dovrebbe avere?
Non lo so. Faccio fatica a collocarmi dentro a qualsiasi associazione professionale.
Faccio fatica ad entrare nella logica associazionistica; non capisco neppure come la proposta possa essere poi valutata a livello governativo.
Credo che forse si riuscirà a dare un input al cambiamento quando le diverse forze POLITICHE, non partitiche, riescono a mettersi insieme per un documento condiviso su tanti specifici nodi.

Continua a leggere

Contrappunti al “DOCUMENTO PER IL DIBATTITO PRECONGRESSUALE” elaborato dalla Presidenza nazionale AIMC

di Italo Bassotto

1 La PREMESSA

Il prossimo (3-5 gennaio 2018) XXI congresso dell’AIMC si presenta con una caratteristica che lo rende assolutamente diverso da tutti gli altri che lo hanno preceduto. Per la prima volta nella sua lunga storia l’associazione si presenta ai delegati ed alla comunità scolastica tutta divisa in due schieramenti: uno che è portavoce della attuale gestione nazionale ed un altro che è sorto dal dissenso espresso anche con le dimissioni di alcuni membri degli organismi di gestione centrale e periferica dell’AIMC medesima. Le ragioni del dissenso sono espresse con chiarezza e precise documentazioni nella lettera aperta che i “dissenzienti” hanno inviato a tutte le strutture periferiche dell’Associazione e che, per quanto riguarda gli aspetti programmatici, che dovranno necessariamente ispirare il futuro lavoro del Gruppo Dirigente, cercheremo di esporre con chiarezza e semplicità in una  serie di “Contrappunti” che desideriamo rappresentino un punto di vista nuovo e diverso rispetto a quello sostenuto e messo in opera dagli attuali Ufficio di Presidenza e  Consiglio Nazionale. Siccome il DOCUMENTO NAZIONALE si compone di diversi paragrafi, cercheremo di rispettarne la struttura replicando, per ciascuna delle posizioni espresse e da noi non coindivise, con le nostre idee e le nostre proposte.

CONTRAPPUNTO 2:  MEMORIA E FUTURO, le radici….

Nulla da eccepire sulla affermazione che senza radici non si costruisce futuro…. Qualche dubbio sul fatto che questo possa essere identificato con “lo sforzo a oltrepassare i limiti, più che a sottolinearne (di chi? delle radici?) le contrapposizioni……
Se l’AIMC avesse fatto un po’ meno affidamento sulla robustezza delle sue radici (valori, ideali, testimonianze, credito ….) e avesse praticato un po’ di più la “contrapposizione” (non solo verso fenomeni di degenerazione sociale e culturale che si sono succeduti negli ultimi 50 anni, nella società e, di riflesso, nella scuola italiana, forse non si sarebbe stato bisogno di questa scelta dolorosa di differenziarsi e contrapporsi ad una gestione associativa, che, quanto meno, appare ripiegata su se stessa,  invece che affrontare le battaglie per una educazione libera e responsabile dentro il sistema scuola, così come si è venuto costruendo negli anni successivi alle rivolte studentesche ed alle rivoluzioni culturali del post ’68.
Noi crediamo che il “luogo” dove l’Associazione vive sia il presente; e che in esso oggi si faccia fatica (e la facciano i nostri associati) a trovare le tracce del passato (Don Milani, il tempo pieno, la scuola come centro di ricerca, la scuola dell’infanzia, la “nuova scuola media”, l’inclusione delle diversità,….) e ad intravvedere le luci che dovrebbero orientare i nostri passi verso il futuro (che cosa dice l’AIMC oggi ai maestri, ai professori e ai Dirigenti che sono sottoposti a valutazione di merito?; che dice dei curricoli per competenze 3 – 19 anni?…e del sistema delle “chiamate”?…e dell’inesistente sistema di “certificazione delle competenze”’… e dell’alternanza scuola-lavoro?…)

Il presente ha anche nel suo seno la questione della costruzione e dello sviluppo della qualità della “funzione docente”, che non è solo questione accademica (ora serve una laurea per tutte le professioni educative dagli 0 ai 19 anni!), ma di mantenimento, crescita  e specializzazione della professionalità degli insegnanti. E qui si innesca un’altra grave carenza nella gestione dell’associazione: non è indice di successo il fatto che nei documenti ministeriali vengano ripresi i temi che l’AIMC ha dibattuto e suggerito in questi ultimi due decenni a proposito della professionalità (come si sostiene nel documento della Presidenza), ciò che conta è se l’Associazione (e con essa tutte le associazioni professionali della categoria, escluse quelle disciplinari, ovviamente) è riuscita a far capire al MIUR che gli insegnanti hanno bisogno delle Associazioni per conservare e migliorare la qualità delle loro prestazioni, con azioni di formazione e di riqualificazione del personale…In questa logica, anche il Ministero deve essere messo nella condizione di capire che, senza l’Associazionismo professionale non ci saranno mai “piani di formazione in servizio” dei docenti che reggano rispetto alla precarietà delle mode e delle formule  preconfezionate dei percorsi formativi che gli insegnanti sono “obbligati” a frequentare…..
E cosa significa quel passaggio finale del documento nazionale dove si dice che l’AIMC è proiettata nel futuro in quanto “chiamata a gestire i nuovi scenari della formazione”?
Forse che l’AIMC intende equipararsi ad una agenzia formativa, facendo diventare le sue sezioni dei “progettifici” di corsi di aggiornamento, o, addirittura dei diffusori sui territori di corsi progettati da altri in convenzione con le strutture associative?
Noi pensiamo che l’AIMC non faccia formazione, ma sia essa stessa luogo di formazione: ovvero che per chi vive l’esperienza associativa sui territori, ci sia un ritorno in termini formativi , che vada a migliorare la qualità del suo lavoro….certo che l’esperienza associativa non può essere ridotta a mera presenza ai “riti” gestionali delle sezioni (elezioni, consigli, rinnovo delle cariche ecc.) come è stato negli ultimi anni…. come è stato per molte realtà, senza che il Centro Nazionale abbia mai svolto il suo compito di “orientamento” al riguardo…..

INSIEME PER RIPENSARE, CONDIVIDERE E RINNOVARE L’AIMC

Manifesto

1. IL CONTESTO

Era il 1946 quando Maria Badaloni, con Carlo Carretto, diede il via all’Associazione Italiana Maestri Cattolici. Il progetto dell’epoca consisteva nel dar vita a gruppi di docenti che potessero integrare l’impegno apostolico con quello sociale e politico, per combattere l’analfabetismo diffuso e consentire la ricostruzione del Paese, grazie all’istruzione e all’educazione, alla partecipazione democratica, al ruolo dei corpi intermedi promossi a livello civile e ecclesiale, alla promozione della persona umana.

Oggi, nel 2017, quasi 2018, sono evidenti profondi cambiamenti nell’assetto politico, sociale, culturale, ecclesiale e scolastico, che si sperimentano nelle varie realtà del Paese. I tempi sono caratterizzati dalla complessità e dalla globalizzazione, in campo economico e non solo, all’insegna dell’avvento rapidissimo dei social network e del digitale, di trasformazioni culturali di grande rilevanza che investono il modo di pensare e di agire, di decidere quali siano le priorità e quali gli impegni ed i doveri, sia per sé che per il bene comune.
Viviamo tempi veloci, di crisi e di smarrimento, sia nella scuola che nella società, nella professione e nello stesso ambito associativo. Ma siamo convinti che i valori di allora rimangano validi anche oggi: magistralità, testimonianza, dignità di ogni persona umana e sua promozione mediante l’educazione, il dialogo, l’impegno laicale nel mondo della scuola, la scuola come servizio alla persona e bene comune.
Questi valori non si modificano con il passare degli anni, ma è la loro concretizzazione che deve passare necessariamente per nuove vie perché diversi sono i contesti, i tempi e di conseguenza i modi e i mezzi con cui tradurli storicamente. E questo interpella fortemente la nostra Associazione.

Dal canto suo la scuola, in questi ultimi vent’anni, è stata investita da molteplici riforme dettate, più che da un disegno improntato alla condivisione, dalla volontà delle diverse maggioranze politiche di turno di imporre la propria visione ideologica, contribuendo con ciò a generare di fatto la crisi del sistema scuola stesso.

2. LA PROFESSIONE DELL’INSEGNANTE

In questo contesto il profilo professionale dell’insegnante ha assunto dei caratteri alquanto nuovi: dal possesso della laurea magistrale a ciclo unico, alla diffusa conoscenza dell’inglese, all’uso didattico delle TIC e di metodologie inclusive, in contesti di scuole autonome ed organizzate in istituti comprensivi. Si tratta del profilo di un autentico professionista dell’apprendimento.
Alla funzione docente sono stati attribuiti maggiori compiti educativi, didattici, organizzativi, anche importanti e significativi, suscitando spesso, negli insegnanti, la fatica a vivere con produttività e sensazione di benessere il proprio lavoro, fatica non corrisposta da un’adeguata valorizzazione del loro ruolo sociale né da un relativo riconoscimento  economico.
Inoltre i docenti sono sollecitati, da una parte, ad immaginarsi in forme nuove di mediazione e trasposizione didattica, di gestione delle classi, per svariate situazioni e biografie personali e formative; dall’altra a vedere e leggere i punti critici della professione oggi.

3. LA NOSTRA ASSOCIAZIONE

La stessa nostra Associazione è investita da una crisi le cui cause sono molteplici, ma, in tutto o in parte, riconducibili a queste problematiche:
a.    Il tempo richiesto dalla scuola per le attività professionali sempre più esteso e le priorità famigliari, accanto ad una visione individualistica del tempo libero, limitano di fatto gli spazi da impiegare negli ambiti associativi.
b.    La produttività dell’attività associativa e la sensazione di benessere nel vivere il proprio impegno e la dedizione al proprio ruolo associativo conoscono un andamento faticoso e difficile.
c.    L’idea stessa di rappresentanza di interessi e di esigenze di gruppo è fortemente in crisi nella società d’oggi.
d.    La struttura associativa ancora legata ad una forma organizzativa poco flessibile, suddivisa in sezione, provincia, regione, consiglio nazionale e centro nazionale, risulta lontana dal favorire un’integrazione con modalità più dirette di partecipazione e rende difficoltoso il rinnovo delle cariche associative.
e.    L’elaborazione culturale e di politica scolastica dell’Associazione risente di tempi lunghi, anche a causa della mancanza di spazi e strumenti di confronto e di dialogo più rapidi e ravvicinati della base associativa, per far fronte ad un contesto storico costituito da cambiamenti repentini.

Oggi all’AIMC è richiesta una rivisitazione delle proposte culturali, di politica scolastica e associativa e delle proprie strutture e pratiche gestionali.  Ciò al fine di continuare a svolgere la sua opera di accompagnamento e condivisione professionale, secondo quella prospettiva cristiana che da sempre la contraddistingue nel considerare l’insegnamento e la scuola un autentico servizio alla persona e, per il tramite di quest’ultima, al bene comune del Paese, contribuendo, così, a promuoverlo e a tutelarlo.
Serve una molla nuova in cui la partecipazione sia spinta da motivazione autentica, trasparente, eticamente gratuita.
4. UN CONGRESSO DI SVOLTA
Siamo arrivati dunque ad una svolta inevitabile per poter far fronte alle sfide richiamate e all’urgenza di individuare strade nuove per rivitalizzare i valori di riferimento dell’AIMC, che mostra segnali di stanchezza anche nella flessione significativa dei rinnovi delle iscrizioni, nello smarrimento del ruolo da svolgere nella società, nel dialogo con le altre associazioni, nel suo apporto alla vita della Chiesa.
Questo cambio di paradigma richiederà un investimento di idee, di risorse umane, di tempo, a partire dai prossimi due anni che potranno essere dedicati ad una ricostruzione dell’assetto, della fisionomia e del governo dell’Associazione.

CHE COSA PROPONIAMO?
L’A.I.M.C. è un’associazione professionale a tutto tondo, di natura culturale e intenta alla ricerca e all’innovazione educativa e didattica. Per questo si dedica a tutti gli aspetti culturali, formativi, spirituali, di politica scolastica e istituzionali che possono interessare la vita di tutti i professionisti di scuola.
Coerentemente ai propri principi di riferimento essa si  propone di elaborare al proprio interno un pensiero critico sulle questioni aperte della scuola d’oggi, attorno alle quali creare dialogo e interlocuzione anche con la società civile ed il decisore politico:
1.    La messa a punto di uno stato giuridico della professione docente nell’ambito del sistema nazionale d’istruzione di scuola statale e di scuola paritaria, cioè di un testo legislativo a carattere condiviso e flessibile, nel senso di adeguabile periodicamente, in cui descrivere tutti i compiti e le funzioni richieste alla professione dell’insegnante, compresi gli standard essenziali e attesi della prestazione. (Questo permetterebbe anche una maggior valorizzazione del nuovo ruolo assunto dai professionisti di scuola, ai quali vanno riconosciuti sul piano sociale e di status, adeguati riconoscimenti giuridici ed economici.)
2.    Una valutazione della professione effettivamente formativa,  in cui siano dichiarati gli indicatori e gli standard attesi, fondata sulla valorizzazione delle autobiografie professionali, svolta da un corpo di dirigenti tecnici ed esperti adeguatamente formati e reclutati.
3.    L’ottimizzazione e l’estensione degli spazi dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, evitando appesantimenti di carattere burocratico e investendo concretamente anche negli organici amministrativi e ausiliari.  Assicurati questi presupposti,  il processo richiede di essere accompagnato con strumenti del controllo di efficacia ed efficienza,  anziché con quelli della correttezza procedurale, dei servizi offerti dalle istituzioni e dal personale.
4.    La revisione degli organismi di autogoverno della scuola all’insegna della valorizzazione della partecipazione, della condivisione solidale e del principio di responsabilità.
5.    La stabilizzazione dell’organico dell’autonomia, implementando il numero dei docenti del potenziamento anche per consentire l’aumento del tempo scuola, ove richiesto.
6.    L’implementazione di investimenti adeguati a favore della qualità, delle strutture e degli ambienti di apprendimento e dell’incremento delle competenze professionali del personale.
7.    La rivalutazione effettiva della specificità e dell’autonomia della dirigenza scolastica intesa come leadership educativa, oggi invece prioritariamente dipendente dalla funzione burocratico amministrativa e al contempo priva, di norma, di una dimensione culturale pedagogico-didattica necessaria per sostenere la professione docente.
8.    La valorizzazione di modelli di governance dei processi di riforma che, a partire dalle competenze di innovazione, sperimentazione e ricerca proprie delle istituzioni scolastiche autonome, siano in grado di sviluppare un circolo virtuoso di generalizzazione dal basso dei processi di cambiamento di strutture e regole istituzionali, mediante un lavoro diffuso di legittimazione pedagogica e implementazione organizzativa delle buone pratiche, che associazioni professionali, centri di ricerca e gruppi di insegnanti sperimentatori mettono in pratica nelle scuole ove operano.
9.    La sollecitazione di tutte le forze politiche per giungere a soluzioni condivise sui temi di carattere ordinamentale, professionale, culturale e programmatico riguardanti la scuola, quale bene comune di tutta la società italiana, che ha al centro la tutela del diritto all’apprendimento dell’allievo da salvaguardare nello spirito della Costituzione e della libera scelta educativa della famiglia.

L’Associazione Italiana Maestri Cattolici è un’associazione professionale dei professionisti di scuola, non per i professionisti scuola e senza scopo di lucro, che sostiene sul piano personale, culturale e formativo la preparazione al compito del professionista di scuola senza essere per questo agenzia formativa. Ciò significa che non solo l’Associazione si qualifica per una sua visione cristiana della professione e della scuola, ma che la partecipazione alle proprie iniziative è aperta a tutti e non può né deve essere subordinata all’adesione associativa che deve restare frutto di libera e volontaria convinzione.
L’Associazione si qualifica, inoltre, perché al proprio interno viene esaltata la partecipazione diretta di tutti gli associati, in uno spirito di democrazia inteso come dialogo, accoglienza della diversità di opinione, confronto fraterno, da portare, ove possibile, a sintesi o alla discussione decidente, nel rispetto delle diverse funzioni riconosciute per Statuto ai suoi Organismi Collegiali di governo e di vigilanza dello spirito associativo stesso.

Coerentemente ai propri principi, al fine di favorire un rinnovato progetto associativo e formativo, considerato anche il nuovo contesto determinatosi con l’introduzione dell’obbligo formativo, noi proponiamo al Congresso che l’Associazione si muova lungo le seguenti linee di azione:
1.    Rinforzare il senso di appartenenza e di identità professionale, in chiave etica, che richiami solidarietà e corresponsabilità, apertura ed integrità morale, disponibilità e cura verso i bisogni degli alunni/studenti e il benessere della comunità educativa.
2.    Mettere in luce il senso fondamentale dell’appartenenza associativa come formazione della coscienza personale di chi si dedica all’educazione e all’educazione scolastica, affinché la professione sia animata da autentiche vocazioni di servizio alla dignità umana e alla libertà di espressione di ogni persona. Per questo l’adesione all’associazione si configura esclusivamente come libera e personale convinzione e condivisione dei docenti e dei dirigenti scolastici.
3.    Formare alla responsabilità associativa come scelta di servizio e di dedizione a vivificare e far crescere le persone e i contesti associativi, attraverso modelli di gestione leggeri, dinamici, limitati nel tempo e radicati nei contesti di vita professionale.
4.    Creare occasioni, eventi, spazi per un dialogo e un confronto capaci di incrementare la riflessione sull’agire professionale, dando voce alle esperienze, ai vissuti e alle azioni del fare scuola reale, in chiave riflessiva, per migliorarle e conferire loro senso ed orientamento educativo, evitando di inseguire le mode del momento su metodologie e tecniche di insegnamento-apprendimento.
5.    In un’ottica  che vuole essere effettivamente di svolta, rispettosa di ogni ruolo e persona e davvero inclusiva, favorire il ricambio generazionale all’interno dei gruppi dirigenti dell’associazione a tutti i livelli.
6.    Promuovere una formazione per lo sviluppo delle professioni di scuola valorizzando le comunità di pratiche formative territoriali e tenendo presente le varie stagioni della carriera professionale di un docente.
7.    Esprimere puntualmente il punto di vista dell’AIMC sulle varie tematiche di politica scolastica e professionali e su temi educativi emergenti, in coerenza con la sua identità cristiana rappresentando efficacemente i bisogni dei professionisti di scuola.
8.    Fornire occasioni di testimonianza cristiana nell’impegno laicale nella scuola, nella comunità sociale ed ecclesiale in un confronto con i diversi contesti e le nuove presenze culturali di altri Paesi.
9.    Promuovere occasioni e tempi idonei per vivere momenti di spiritualità, ecclesialità e socialità incarnata e fraterna, nello spirito del Vangelo, in collegamento con gli orientamenti pastorali nazionali e delle Chiese Locali e nel dialogo con le aggregazioni laicali ecclesiali.
10.    Dialogare con le altre Associazioni professionali della scuola e in ambito istituzionale per favorire lo sviluppo e la promozione di iniziative comuni, senza rinunciare alla nostra identità cristiana e ai valori in cui crediamo.
11.    Sviluppare il confronto con le OO.SS. della scuola, cui chiedere, tuttavia di rinnovarsi qualificandosi sempre meno come banche di servizi o organizzazioni meramente corporative, per proporsi con più efficacia come organizzazioni non ideologiche, ma moderne, riformatrici, in grado di conciliare effettivamente gli interessi dei professionisti di scuola con il bene comune.

a.    Alleggerendo la struttura dell’Associazione attraverso la revisione dello Statuto, in modo da ridurre all’essenziale gli aspetti burocratici, favorendo la partecipazione diretta della base associativa ed il confronto, senza tuttavia trasformarla in movimento.
b.    Mettendo il Centro nazionale al servizio delle sezioni e dei territori, e non queste a quello, con una riorganizzazione complessiva delle funzioni del personale dipendente, così come quelle del personale eventualmente comandato e del Gruppo Operativo.
c.    Gestendo con modalità previste normativamente pertinenti ad un’associazione senza scopi di lucro gli aspetti economici e amministrativi, anche valutando, utilizzando e valorizzando i necessari e specifici apporti, compiti e funzioni della Fondazione AIMC Onlus e dell’E.CO.GE.S.E.S.
d.    Supportando concretamente il lavoro delle sezioni, centro effettivo e produttivo dell’azione associativa, anche rivalutando le quote che devono restare alle sezioni stesse per sostenerne effettivamente l’attività.
e.    Promuovendo e facendo vivere la partecipazione attiva, limitando la delega per rappresentanza, operando in trasparenza e sfruttando anche le potenzialità comunicative/informative dei moderni mezzi.
f.    Provvedendo a limitare a due mandati consecutivi le cariche dei componenti del GROP e del Presidente Nazionale, facendo in modo che gli stessi siano rappresentati da docenti e dirigenti scolastici provenienti prevalentemente dalla scuola e dalle professioni magistrali, in grado quindi di coglierne e rappresentarne, perché effettivamente vissute, le novità culturali, professionali e scolastiche.
g.    Utilizzando le occasioni già previste dallo Statuto, ed eventualmente programmando a metà mandato quadriennale un’assemblea nazionale, al fine di favorire l’espressione diretta della base associativa per il confronto, la verifica e la delibera intorno agli orientamenti dell’azione dell’AIMC.

L’A.I.M.C. vive un periodo di crisi profonda. Decisivo. E tuttavia mantiene valori di riferimento, cristiani e costituzionali, che sono alla radice della nostra stessa identità nazionale e sociale. Valori a cui tutti ritornano e che con il tempo si sono dimostrati, oltre ogni suggestione aziendalistica, privatistica, contrattualistica o elitaria, in grado di promuovere veramente una scuola democratica, inclusiva, e soprattutto che funziona.
Per questa ragione l’A.I.M.C. ha, come associazione, una grande e significativa potenzialità di espansione nel mondo della scuola e nel paese.
Che ciò avvenga, dipende solo dalla coerenza, dall’onestà, dall’umiltà, dalla fermezza e dalla responsabilità con cui sapremo interpretare tali valori e tradurli storicamente, dialogando e confrontandosi con la realtà presente.

Firmatari:
Italo Bassotto (Mantova)
Graziano Biraghi (Milano)
Paolo Centomani (Bari)
Antonella Cattani (Reggio Emilia)
Sonia Claris (Bergamo)
Anna Gardella (Pavia)
Fiorella Magnani (Reggio Emilia)
Elisabetta Marzani (Reggio Emilia)
Eleonora Mosti (Roma)
Stefano Pagni Fedi (Firenze)
Maria Cristina Irene Pessa (Pordenone)
Antonio Rocca (Verona)
Emilio Tartaglino (Lucca)
Bianca Testone (Torino)
Donata Toscani (Cremona)
M. Disma Vezzosi (Cremona)

MANIFESTO AIMC agosto 2017